#AESASpazio – There and back again, un recupero al volo

There and back again è proprio il nome della missione 26 di Rocket Lab. Quello che la rende tanto speciale è il fatto che stiamo parlando della prima missione di recupero del primo stadio del vettore dell’azienda recuperato al volo con un elicottero!

Ma andiamo per ordine. Sulla penisola di Mahia in Nuova Zelanda il 3 maggio 2022 alle 10:49 ora locale (00:49 in Italia) è stato lanciato dal Pad A al Launch Pad Complex 1 il razzo Electron per un trasporto di tipo Rideshare. I 34 satelliti che compongono il payload sono stati disposti in orbita sincrona solare dal secondo stadio e dal kick stage in circa un’ora. Alcuni di questi trasportano tecnologie sperimentali per il rientro controllato dei satelliti dall’orbita (AuroraSat-1 dell’Aurora Propulsion Technologies, Finland) che dovrebbero contribuire positivamente al sovraffollamento dello spazio.

Una volta sganciatosi dal resto del lanciatore e raggiunto l’apogeo (il punto più alto della sua traiettoria), il primo stadio ha cominciato la sua discesa verso terra. Poiché le temperature che si vengono a formare per attrito con l’aria sono davvero notevoli, il componente è stato equipaggiato con un robusto scudo termico per proteggere i 9 motori Rutherford dello stadio. Considerando la velocità di rientro di circa 8300 km/h e la temperatura di 2400 °C il rientro da solo non è stato uno scherzo, ma il meglio deve ancora arrivare!

Ad una quota di circa 13 km è stato rilasciato il primo paracadute di frenata. Successivamente a 6 km di altitudine un secondo paracadute frenante è stato attivato, consentendo una discesa a velocità contenuta, di circa 36 km/h. Ed è qui che avviene la meraviglia! Una volta entrato nella zona di cattura, lo stadio è stato agganciato da un elicottero attraverso un gancio sul paracadute. Il rendevouz tra lo stadio e l’elicottero (un Sikorsky S-92) è stato un punto cruciale per l’intera missione, tanto che a bordo era presente lo stesso CEO di Rocket Lab, Peter Beck. Queste le sue parole in un’intervista successiva alla missione: “Recuperare un razzo dallo spazio e catturarlo con un elicottero è una specie di balletto supersonico. Un numero enorme di fattori deve allinearsi e molti sistemi devono lavorare insieme in modo impeccabile”.

Vale la pena spendere due parole sull’elicottero che ha permesso di effettuare una manovra tanto complessa. Il Sikorsky S-92, con i suoi 20.8 m di lunghezza e 5.47 di altezza, viene alimentato dalla bellezza di due motori che erogano in totale una potenza di 1870 kW. Usato principalmente per il trasporto offshore di gas e petrolio, la potenza e la robustezza strutturale lo rendono particolarmente adatto al recupero di un razzo proveniente dallo spazio e impegnato in una brusca frenata.

Dopo che l’aggancio tra l’elicottero e il paracadute del primo stadio è avvenuto con successo, un riscontro di carichi imprevisti ha costretto i piloti ad effettuare uno splashdown controllato, riaprendo il paracadute di frenata. Oltre alla strabiliante spettacolarità dell’operazione, una missione di recupero di questo tipo ci pone davanti a diverse considerazioni. Il vettore Electron è attualmente il secondo lanciatore riutilizzabile al mondo dopo il Falcon 9, e migliorando la propria procedura di recupero offre un’alternativa competitiva al colosso SpaceX. In secondo luogo, i dati raccolti e la tecnologia implementata nel recupero dello stadio permettono di continuare verso un percorso di sostenibilità e riduzione dei costi da parte dell’azienda di Beck, poiché attualmente un singolo lancio viene a costare fino a 4 milioni di dollari , ovvero circa 10000 $/kg. L’obiettivo primario dell’azienda è creare un lanciatore riutilizzabile per piccoli satelliti, in grado di effettuare frequenti lanci ad un costo contenuto. Infine è opportuno ricordare che Rocket Lab ha annunciato a Marzo 2021 l’uscita di un nuovo lanciatore, il Neutron, che secondo il design esposto nella conferenza sarebbe composto da un unico stadio riutilizzabile con tanto di fairing mobili. Pare quindi scontato dire che i dati raccolti dalle operazioni di re cupero dei lanciatori Electron saranno molto utili allo sviluppo di questo prodotto.

Come possiamo vedere la corsa allo spazio sta prendendo connotazioni sempre più entusiasmanti, spingendo i giganti di questa industria a creare meraviglie che rasentano il fantascientifico. Speriamo di vedere ancora spettacoli del genere!


Fonti:
https://www.rocketlabusa.com/assets/Uploads/There-And-Back-Again-Press-Kit.pdf
https://www.rocketlabusa.com/updates/new-blog-post-8/
https://www.astrospace.it/

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