#AESAspazio – Shenzhou: la nave divina nello spazio

La Shenzhou (SZ) – letteralmente in cinese nave divina – è la prima navicella spaziale della Repubblica Popolare Cinese. Per il design della struttura e anche per parte della tecnologia funzionale la Cina si è ispirata a progetti della capsula Soyuz russa. Infatti, come la Soyuz, la Shenzhou è composta da tre moduli: un modulo contenente sistemi di propulsione e varie apparecchiature, un modulo di rientro che porta l’equipaggio e un modulo orbitale dove si lavora a esperimenti militari e scientifici. La Cina ha però implementato questi spunti presi dal progetto russo: il modulo orbitale è capace di volare anche distaccato dal resto della navicella e di intrattenersi in orbita per svariati mesi, anche dopo la separazione dal modulo di rientro.

Le prime quattro missioni sono state portate a compimento senza l’equipaggio, mentre dalla quinta missione la Cina è entrata a concorrere con gli altri due colossi mondiali delle conquiste spaziali, gli USA e la Russia, e il primo astronauta cinese, il pilota Yang Liwei, ha compiuto un volo spaziale di quasi un giorno.

La sesta e la settima missione SZ sono state altre due missioni brevi, durante le quali nel 2008 il comandante Zhai Zhigang ha avuto appena il tempo di concludere la prima passeggiata nello spazio per la Cina.

Il 29 settembre 2011 la prima stazione spaziale cinese, la Tiangong 1, è stata lanciata in orbita e l’ottava e la nona spedizione sono state destinate all’attraccaggio e alla messa in sicurezza, così che l’equipaggio della missione Shenzhou 10 ha potuto trascorrere, secondo quanto pianificato, ben due settimane nella stazione.

La Shenzhou 11 è stata l’unica a visitare la seconda stazione spaziale cinese, la Tiangong 2, e la coppia di astronauti di quella missione è rimasta in orbita per più di un mese.

Dopo la Tiangong 2, la Cina ha iniziato la costruzione di una stazione più grande con tre moduli, lanciando il primo, il modulo Tianhe, nell’Aprile 2021. Il primo volo a questa stazione, Shenzhou 12, portava a bordo tre astronauti che hanno trascorso tre mesi a fluttuare lassù tra esperimenti e attività extravericolari.

Tan Hongbo, Nie Haisheng e Liu Boming, hanno lasciato la terra il 17 giugno 2021 per far ritorno dal Tianhe il 17 settembre 2021.

Durante il loro soggiorno spaziale si sono dovuti occupare di vari compiti, tra cui il test del modulo Tianhe, di cui andavano provati il sistema di riciclaggio e di supporto vitale, nonché della gestione dei materiali e dei rifiuti. La componente più curiosa che sporge fuori dal modulo è un grosso braccio robotico, che sembra essere una dichiarazione di guerra spaziale agli occhi dei più maliziosi e complottisti.

Nonostante la politica dittatoriale ed espansionistica che tutti conosciamo come tratto distintivo della Cina, possiamo riconoscere alla China Manned Space Agency (CMSA) grandi progressi in campo spaziale e numerose conquiste a livello nazionale, che tuttavia si stanno rivelando insufficienti a ridurre il gap che la separa dalla rivale americana NASA.
Sempre durante la dodicesima missione sono state spostate, collaudate e assemblate le tute spaziali ed eseguite due attività extraveicolari, tra cui il montaggio di una cassetta degli attrezzi, il sollevamento della telecamera panoramica e l’installazione di voluminosi set di pompaggio. Infatti, da questa missione abbiamo numerose affascinanti documentazioni fotografiche del nostro pianeta visto da lassù e, ciò testimonia che, quello che ha permesso fino ad ora il mitico braccio robotico è di svolgere funzioni tecniche e utili alle EVA degli astronauti cinesi.

L’ultimo, ma non meno importante, compito è stato inoltre quello di occuparsi della propria salute e del proprio mantenimento fisico attraverso costante esercizio e regolare monitoraggio delle proprie condizioni.

Al loro ritorno sul pianeta Terra, durante la cerimonia ufficiale di accoglienza i componenti dell’equipaggio hanno consegnato come dono un campione di materiale spaziale all’Accademia Cinese delle Scienze (CAS). In seguito ad analisi ed esperimenti scientifici i campioni provenienti dalla cabina del laboratorio di scienze dei materiali sembrano proprio essere preziosi frammenti di luna.

Con la conclusione di questa missione, la Cina però non si ferma, anzi, l’equipaggio della tredicesima missione Shenzhou sta orbitando proprio in questi istanti sopra le nostre teste.

I tre taikonauti – dal cinese tài kòng (“spazio fuori”) e naut (“pilota”) – due uomini, Zhai Zhigang e Ye Guangfu, con una donna, Wang Yaping, a bordo della Shenzhou 13 hanno lasciato la terra il 15 Ottobre scorso dal Centro Spaziale di Jiuquan.

Dopo essere entrata in orbita, la capsula ha iniziato le procedure per il rendez-vous automatizzato e l’attracco nella zona inferiore del modulo principale Tianhe.

La prima attività per l’equipaggio è stata quella di entrare anche nel modulo cargo Tianzhou-3 per controllare esperimenti e provviste. Sono anche state rilasciate immagini della prima cena spaziale della missione degli astronauti e della mucca di peluche augurale per l’anno del bufalo, per non dimenticare mai le sacre tradizioni delle origini.

Wang ha già effettuato la prima passeggiata spaziale mai eseguita da una donna cinese e altre due attività extraveicolari sono previste per questa missione, secondo la conferenza tenuta prima del lancio alla Jiquan Satellite Launch Center.

Tra gli obiettivi più importanti ci sono l’installazione di un adattatore, che servirà a  connettere il grosso braccio robotico del modulo Tianhe ad un altro, più piccolo, che sarà posizionato su un altro modulo. In breve tempo la costruzione della stazione spaziale Tiangong verrà ultimata e la Cina avrà occupato la sua parte di cielo esclusiva. Nonostante la Tiangong sia molto più piccola della ISS, a livello di prestazioni tecnologiche è più avanzata, inoltre, potrà essere abitata da ben dodici astronauti contemporaneamente, mentre la ISS fino ad ora non ne ha ospitato mai più di nove insieme.

Sicuramente il ritardo con cui la Cina ha deciso di uscire nello spazio, rispetto alle altre nazioni, gioca ora in suo vantaggio, poiché ha potuto sfruttare, per la costruzione dei moduli e di tutte le attrezzature, tecnologie più avanzate e prestanti, avvalendosi di un avanguardia che il progetto della ISS non può più vantare.

La competizione in campo scientifico, significa progresso: aldilà e al di sopra dei problemi politici e delle beghe terrestri, garantirà l’accesso a nuove risorse di esplorazione dello spazio per l’intera umanità.


Fonti:
https://www.space.com/china-shenzhou-13-first-female-spacewalk
https://www.space.com/china-shenzhou-12-astronauts-earth-photos
https://www.space.com/shenzhou-12-astronaut-mission-lands-safely
https://space.skyrocket.de/doc_sdat/sz-8.htm
https://www.avionews.it/it/item/1239858-cina-consegnati-reperti-lunari-per-analisi.html
https://www.britannica.com/technology/Shenzhou
https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/gli-astronauti-della-missione-shenzhou-13-sono-all-interno-della-stazione-spaziale-cinese-css_101690.html