#AESASpazio – La capsula Crew Dragon e la missione Demo 2 di SpaceX

Sono le ore 21:22 di sabato 30 maggio 2020 (ora italiana) e siamo tutti incollati allo schermo di un televisore, pc o qualsiasi altro dispositivo per seguire uno degli eventi più importanti degli ultimi anni riguardo all’esplorazione spaziale. Infatti è il giorno in cui, dopo 9 anni, la NASA lancia 2 suoi astronauti dal suolo americano, su di un velivolo americano. Si tratta della navicella spaziale Dragon V2, seconda versione della capsula cargo Dragon di Space X, l’azienda del magnate Elon Musk. Era dal 2011 (anno in cui venne chiuso definitivamente il programma Shuttle) che l’America non spediva un equipaggio partito da suolo americano con equipaggio anche esso americano. Oltre a questo motivo, il lancio è storico anche perché è la prima volta che un equipaggio umano viene portato nello spazio da una navicella e un razzo completamente realizzati da un’azienda privata. Ma quando è iniziato il processo che ha portato alla realizzazione di tutto ciò?
Siamo nell’ormai lontano 2002 e la NASA chiese alle maggiori aziende private dell’ambito aerospaziale di costruire un modello di navicella in grado di rifornire la stazione spaziale internazionale. Fu ovviamente Space X a vincere l’appalto e 10 anni dopo, nell’ottobre 2012, viene effettuato il primo lancio di rifornimento verso la ISS. La navicella utilizzata fu la prima versione del modello Dragon. Nel 2014 verrà presentata da Musk stesso la seconda versione della navicella, la Dragon 2, di cui esistono due differenti versioni : Crew Dragon (trasporto equipaggi) e Cargo Dragon (trasporto rifornimenti). La navicella doveva inizialmente essere pronta già per il 2016 ma ,a seguito di ritardi dovuti alla necessità di completare tutti gli svariati test di sicurezza richiesti dalla NASA per missioni con equipaggio umano, è stato possibile effettuare il primo lancio solo 4 anni dopo. Andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio i 2 protagonisti principali della missione: il razzo Falcon 9 e la Crew Dragon stessa.

Il razzo
Falcon 9 è una famiglia di lanciatori a razzo progettati e costruiti dalla Space X, dove “9” indica il numero dei motori del primo stadio. Il razzo è composto da due stadi, entrambi spinti da motori Merlin a ossigeno liquido e RP-1 (ovvero un tipo di cherosene usato come propellente in alcuni razzi spaziali). Una caratteristica molto importante del razzo è che può essere riutilizzato : dopo il distacco ed il rientro in atmosfera, infatti, scende in caduta libera controllata attraverso 4 alette aerodinamiche in titanio, poi accende nuovamente i motori frenando bruscamente la caduta ed atterrando in piedi, estendendo a pochi metri dalla superficie quattro zampe retrattili, su di una zattera predisposta nell’Oceano Atlantico o in una piazzuola di atterraggio sulla terraferma . Di seguito alcuni interessanti dati tecnici : altezza = 70 m circa; diametro = 3.66 m ; spinta = 934 kN. Il costo per lancio si aggira intorno ai 62 milioni di dollari. Un prezzo così contenuto (mai ottenuto in precedenza da altri lanciatori) è ovviamente da imputare alla riutilizzabilità di cui si parlava in precedenza.

Crew Dragon 2
La Crew Dragon è la navicella per trasporto di umani più avanzata attualmente in possesso dell’umanità. Le sue caratteristiche tecniche sono molto interessanti, di seguito le più degne di nota. Riutilizzabilità : parzialmente riutilizzabile, ciò permetterà di abbattere i costi dell’esplorazione spaziale, con annuncio di Space X della possibilità di riutilizzarla dieci volte prima che sia necessario un completo ricondizionamento. Atterraggio assistito da 4 paracadute. Otto motori SuperDraco montati lateralmente, raggruppati in quattro gruppi da due. I controlli sono posti su schermi touch-screen permettendo un ottimo controllo da parte dell’equipaggio. Inoltre è in grado di agganciarsi in modo autonomo alla stazione spaziale. In ultimo uno scudo termico migliorato di nuova generazione PICA-X.

La missione
La missione (chiamata Demo 2 e ribattezzata “Endeavour” poiché questo era il nome dell’ultimo velivolo del programma Shuttle, con cui i 2 astronauti hanno volato in passato ) ha lo scopo di completare il processo di convalida per le operazioni di certificazione del volo spaziale umano sulla navicella Crew Dragon. Il lancio è avvenuto alle ore 15:22 EDT dalla rampa LC-39A del Kennedy Space Center, in Florida. Il primo stadio del razzo è atterrato con successo sulla piattaforma Asds (Autonomous Spaceport Drone Ship) “Of course I still love you”. Dopo 19 ore di viaggio gli astronauti protagonisti della missione, ovvero i veterani della NASA Bob Behnken e Doug Hurley, sono finalmente arrivati a bordo della ISS, segnando di fatto una nuova epoca nel campo delle missioni spaziali. Una menzione particolare va riservata alle avveniristiche tute disegnate per la missione dal costumista Jose Fernandez. Queste tute sono realizzate con il materiale ignifugo Nomex, simile al kevlar. Ogni astronauta della Space X avrà una sua tuta realizzata su misura. Da notare il fatto che queste tute sono utilizzabili solamente per i viaggi di andata e ritorno ma non per altre operazioni più complesse, come le camminate spaziali.