#AESASpazio – Blue Origin e le nuove frontiere del turismo spaziale

Una delle grandi domande che affliggono l’uomo sin dagli albori della sua nascita è sicuramente: dove passerò le vacanze questa estate? Molti studi sono stati condotti su questa fondamentale questione, migliaia di scienziati si sono spremuti le meningi cercando il luogo ottimale in cui rilassarsi nei caldi mesi estivi. Con l’avvento di una pandemia globale, la risposta alla domanda fondamentale si è fatta ancora più ardua ma Blue Origin, compagnia fondata dal Ceo di Amazon Jeff Bezos, sta cercando di rivoluzionare le frontiere del turismo attraverso un ambizioso obiettivo: organizzare i primi viaggi turistici nello spazio.

I lettori mi perdoneranno l’inizio che vuole essere, almeno nelle intenzioni, umoristico ma a chi scrive sembrava il modo migliore di iniziare un articolo sicuramente più spensierato rispetto ai soliti che vengono proposti in questa rubrica. Ma veniamo ai fatti: il 14 aprile la compagnia di Bezos ha lanciato il veicolo suborbitale New Shepard dalla piattaforma sita nel Texas occidentale. La missione, chiamata NS – 15, aveva l’obiettivo di simulare tutte le fasi di un vero volo suborbitale con turisti a bordo. L’esito della missione è stato un successo, vediamo quindi insieme i dettagli dell’ultimo azzardo della compagnia di Seattle.

La missione ha coinvolto il nuovo velivolo New Shepard, noto come NS-4 o RSS First Step, che ha volato per la prima volta a gennaio. Tale velivolo è composto da due parti principali: una capsula per l’equipaggio capace di ospitare 3 o più astronauti lanciata da un razzo di sostentamento (booster). Le due componenti decollano assieme e sono progettate per separarsi durante il volo. Dopo la separazione, il razzo è in grado di ritornare sulla Terra ed eseguire un atterraggio verticale mentre la capsula segue un’altra traiettoria e fa uso di paracadute per il rientro sulla superficie. Tutto il sistema è completamente controllato dai computer di bordo. Gli ultimi aggiornamenti hanno permesso alla capsula di vantare caratteristiche quali il controllo della temperatura e dell’acustica, pannelli di visualizzazione e un sistema di comunicazione push-to-talk. Sia la capsula che il razzo sono riutilizzabili ed entrambi sono rientrati senza particolari problematiche circa 10 minuti dopo il lancio.

Prima del volo, due membri del team sono entrati nella capsula per esercitarsi con le procedure che gli astronauti seguiranno prima della partenza; dopo il landing sono poi tornati a bordo per compiere le sequenze del post-atterraggio. Durante il volo la capsula ha raggiunto un’altitudine massima di 106,9 km sopra il livello del mare. Oltre a testare tutte le procedure, il velivolo ha ospitato anche alcuni carichi come il manichino Skywalker e oltre 25.000 cartoline inviate da studenti. Secondo la timeline di Blue Origin la prossima missione dovrebbe essere con equipaggio a bordo ed è attualmente programmata per il 26 maggio ma non ci sono ancora comunicazioni ufficiali.
Blue Origin (al momento in cui l’articolo viene scritto) ha annunciato che i biglietti per i primi viaggi saranno messi in vendita a partire dal 5 maggio, data in cui saranno forniti ulteriori dettagli. Il viaggio offrirà ai clienti 3-4 minuti di microgravità, quando la capsula raggiungerà l’altitudine massima.

Quello del turismo spaziale è un campo pionieristico e ancora non esplorato. Sicuramente ci vorrà molto tempo prima che questo tipo di viaggi possa essere accessibile a una larga fetta di persone, dato che i costi per ora saranno proibitivi per la maggior parte di noi. Un business rischioso quindi quello in cui Bezos ha deciso di puntare ma che potrebbe rivelarsi una sorpresa. Se siete tra i fortunati che potranno aggiudicarsi un biglietto, vi auguriamo un buon volo e speriamo possiate avvistare i delfini fuggiti dalla Terra prima che questa venga distrutta. Per tutti gli altri, speriamo di potervi rivedere presto nel nostro ufficio!