#AeroAESA – Il Boeing 727

La grande esplosione del trasporto aereo commerciale, cominciato negli anni ’50 con il Boeing 707 e il Douglas DC-8, aveva creato un sempre maggiore bisogno di aeromobili, bisogno che, per prestazioni e costi di esercizio, i 707 e i DC-8 faticavano talvolta a soddisfare. L’incremento del numero di passeggeri, anche in aeroporti meno trafficati, rendeva necessario lo sviluppo di un nuovo tipo di velivolo più economico e più performante. Le caratteristiche di tale velivolo, tuttavia, non erano ben chiare. Alcune compagnie, infatti, spingevano per avere un quadrimotore, altre invece cercavano in un trimotore la risposta alle proprie esigenze. Anche il numero di passeggeri da ospitare rimaneva un‘incognita. Nonostante l’incertezza del mercato e i costi di sviluppo del 707, che ancora gravavano sulle finanze, Boeing decise di investire nella progettazione di un nuovo aereo. Nel dicembre 1960 fu annunciato il Boeing 727, un trimotore in grado di trasportare circa 130 passeggeri. L’aereo fu sin dall’inizio progettato per operare anche in aeroporti secondari, o comunque sprovvisti di talune infrastrutture caratteristiche dei grandi scali. Il motore designato fu il Pratt & Whitney JT8D, un turbofan a basso rapporto di diluizione capace di fornire 62kN di spinta. I tre JT8D erano montati sulla parte posteriore della fusoliera, due ai lati della stessa e il terzo alla base dell’impennaggio verticale. Tale configurazione portò alla progettazione di una coda “a T”, ovvero con l’equilibratore situato sulla sommità del timone verticale. La freccia alare, piuttosto accentuata, consentì ai progettisti Boeing di contenere l’apertura alare a soli 33m, riducendo di conseguenza l’ingombro del velivolo, garantendo tuttavia una velocità di crociera di Mach 0,75. Un complesso sistema di ipersostentatori riduceva la corsa di decollo e atterraggio, in modo tale da permettere alle compagnie aeree di operare su aeroporti con piste corte o in quota. Un’altra soluzione trovata da Boeing fu l’installazione di una APU (Auxiliary Power Unit), una turbina a gas in grado di fornire energia per avviare i motori. Il Boeing 727 fu il primo jet commerciale dotato di APU, caratteristica che consentì di estendere il raggio d’azione verso qualunque pista in grado di ospitare velivoli di grandi dimensioni. Molti scali secondari non disponevano infatti di impianti capaci di erogare l’energia necessaria per l’avviamento dei propulsori, precludendo ai jet sprovvisti di APU la possibilità di operarvi. Al fine di rendere il 727 totalmente indipendente dalle infrastrutture di terra, gli ingegneri Boeing dotarono il nuovo aereo di una scaletta integrata nella parte posteriore della fusoliera. Queste caratteristiche, unite ai potenti motori e ai costi di esercizio relativamente contenuti, permisero al trijet di monopolizzare il mercato.
Le versioni prodotte furono tre. La versione base, denominata 727-100, era in grado di trasportare circa 130 passeggeri. Il raggio d’azione di 2700NM (5000km) non permetteva di volare su rotte transatlantiche senza scali, limitando l’operatività del velivolo. Tale manchevolezza era però sopperita dalla versatilità con cui l’aereo poteva raggiungere pressoché qualunque aeroporto commerciale entro il proprio raggio d’azione. Il modello 727-200, disponibile dal 1967, disponeva di una fusoliera allungata, in grado di ospitare fino a 190 passeggeri. Il peso massimo al decollo era leggermente superiore, caratteristica che tuttavia limitava ulteriormente il raggio operativo, ridotto a 1890NM (3500km). L’ultima versione prodotta, denominata 727-200 Advanced, fu un miglioramento del “-200”. Con quest’ultima miglioria Boeing realizzò il 727 definitivo. Motori più potenti, raggio operativo aumentato, maggior peso massimo al decollo e nuovi interni permisero all’Advanced di coprire da solo metà della produzione totale di 727.
Il successo del 727 fu enorme. A fronte di un break-even point di 200 esemplari e di una previsione di vendita di 250, furono costruiti ben 1832 aeromobili, in 22 anni di produzione. Il 727 fu il primo jet commerciale a superare le mille unità prodotte, lanciando definitivamente Boeing come maggior produttore di aeromobili di linea al mondo.